Studio Perissinotto Lacedelli Bortoluzzi Commercialisti Associati

Circolare n. 19/2022 Sanzioni in caso di mancata accettazione di pagamento tramite carte

Gentile Cliente,

Desideriamo ricordarLe che ai sensi dell’art. 15 del DL 179/2012, già a decorrere dal 30 giugno 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento. Fino al 2021, tuttavia, in caso di violazione dell’obbligo, non risultava prevista alcuna sanzione. Per tale motivo numerosi contribuenti non si erano dotati del POS.

L’art. 19-ter del DL 152/2021 (“decreto PNRR”) è, quindi, intervenuto con l’introduzione del comma 4-bis all’art. 15, DL n. 179/2012, per definire la prima norma sanzionatoria applicabile: alla “mancata accettazione” di pagamenti, di qualsiasi importo, tramite carte di pagamento si applica una sanzione “fissa” di euro 30 ed una sanzione “variabile” pari al 4% del valore della transazione.

L’art. 18 comma 1 del DL 36/2022 ha recentemente anticipato dal 1° gennaio 2023 al 30 giugno 2022 il momento dal quale all’eventuale violazione all’obbligo è applicabile detta sanzione.

L’obbligo non trova applicazione in presenza di “oggettiva impossibilità tecnica”; pertanto si deve ritenere che l’obbligo non ricorra in caso di guasto improvviso del terminale POS o del gestore che fornisce la connessione telematica, ove l’esercizio si trovi in zone non coperte dal segnale gsm/connessione dati in via permanente.

Soggetti tenuti ad accettare il pagamento tramite carte

L’obbligo di uso del POS ha una portata estremamente ampia, ricorrendo indipendentemente:

  • dalla natura del prestatore (imprenditore, professionista, ente non commerciale per l’attività commerciale svolta, ecc.);
  • dalle modalità di svolgimento dell’attività (in locali aperti al pubblico, o meno);
  • dal soggetto acquirente (non rileva se privato o soggetto passivo Iva; se consumatore finale o meno).

Tipologie di strumenti utilizzati

La legge di conversione del D.L. n. 152/2021 (“decreto PNRR”) ha modificato il novero degli strumenti utilizzabili: in luogo al riferimento generico alle sole “carte di debito o di credito” fa, ora, riferimento più specifico alle “carte di pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito e una carta di credito”.

In sostanza il pagamento dovrà potersi effettuare sia con carte di debito (bancomat) che con carte di credito riferiti ad almeno un “circuito” (es: sarà possibile offrire il pagamento solo con le carte di credito del circuito Visa e non quelle del circuito Mastercard, o viceversa).

Sanzioni

Per le sanzioni relative alle violazioni in questione trovano applicazione le procedure e i termini previsti dalla L. 689/81.

È espressamente esclusa, tuttavia, l’applicazione della c.d. oblazione amministrativa ex art. 16 della L. 689/81, istituto che avrebbe consentito al contravventore, entro 60 giorni dalla contestazio­ne immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione, di pagare una somma pari alla terza parte del massimo della sanzione o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo, oltre alle spese del procedimento.

Accertamento delle violazioni

All’accertamento delle violazioni sono chiamati a provvedere gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, nonché gli organi che, ai sensi dell’art. 13 co. 1 della L. 689/81, sono addetti al controllo sul­l’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro.

L’autorità competente a ricevere il rapporto relativo alle violazioni in questione è il Prefetto della provincia nella quale è stata commessa la violazione.

Si noti che può svolgere attività di polizia giudiziaria anche la polizia locale, nell’ambito dell’orario di servizio e in relazione alle competenze specifiche.

È dunque possibile che tali controlli risultino espletati anche dai cd. “vigili urbani”, oltre che dalla Guardia di Finanza.

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